BUON NATALE

BUON NATALE

Le Parole di Natale
“per loro non c’era posto nell’alloggio: “
Per capire cosa significa alloggio, dovremmo spostarci a Nazaret, presso la basilica dell’Annunciazione, per visitare gli scavi archeologici che mettono in rilievo le case dei poveri .
La casa palestinese è di norma composta di due vani. Un primo è scavato nella roccia chiamato Katàlyma : è la parte più sicura, più pulita dove vengono conservati i generi alimentari . Poi C’è un  vano, una stanza dove avviene la vita della famiglia. Lì si fa da mangiare, lì si dorme, lì ci sono anche gli animali domestici che la famiglia tiene con sé.
Quando una donna partoriva era impura e allora veniva messa nel locale scavato nella roccia che era senz’altro il più pulito, il più sicuro, e  separava la donna dal resto della famiglia.

Katalyma :L’alloggio diviene simbolo di una povertà e di un rifiuto che troverà il suo culmine nel rifiuto assoluto di Gesù nel processo davanti a Pilato (cfr. Gv 18, 28-19, 16).Più tardi Gesù dirà “il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. Katàlyma sarà anche quel luogo dove Gesù mangerà la pasqua con i discepoli (Lc 22,11; Mc 14,14; cfr. Lc 9,12; 19,7; 22,14).

E lì per mangiatoia c’era una nicchia dove veniva messo il fieno per gli animali. Quindi Gesù è stato deposto lì.

L’alloggio diviene simbolo di una povertà e di un rifiuto che troverà il suo culmine nel rifiuto assoluto di Gesù nel processo davanti a Pilato (cfr. Gv 18, 28-19, 16).
Più tardi Gesù dirà “il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. Katàlyma sarà anche quel luogo dove Gesù mangerà la pasqua con i discepoli (Lc 22,11; Mc 14,14; cfr. Lc 9,12; 19,7; 22,14).

“in una mangiatoia”
Nel simbolo della mangiatoia (phátnē) Luca traduce proprio il senso di “farsi pane”, che consisterà nel farsi mangiare, essere alimento di vita. Tutto questo ritroveremo nell’ultima cena quando Gesù stesso dirà “prendete e mangiate”.

v. 10 ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo.
La gioia è una caratteristica della fede nell’itinerario salvifico. È una gioia che non si affievolisce e non si stabilizza, ma cresce all’infinito, come l’amore. Quindi l’angelo dice: vi evangelizzo, c’è qui qualcosa proprio per voi, vi immergo in una realtà per voi assolutamente inedita.
v. 11 Og­gi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore.
Luca scrive “oggi”, semeron è un termine teologico e difficilmente cronologico. Luca non fa altro che farci entrare nel “tempo di Dio”.
C’è un “oggi” che si relaziona nel qui e ora con ciascuno e con tutti, una storia che diventa storia di salvezza. Qui è il centro del racconto: l’iniziativa di Dio non è parola ma “Carne”, “Corpo”, presenza incarnata profondamente dentro la storia: la mia, la tua, la nostra storia.
In Gesù, Dio offre perdono ,salvezza e libertà .
Buon Natale

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