XXXI Domenica del T.O. “del pubblicano Zaccheo” Le Parole della Domenica

XXXI Domenica del T.O. “del pubblicano Zaccheo” Le Parole della Domenica

v. 5 Gesù alzò lo sguardo: (gr. anablepō) Gesù guarda Zaccheo non dall’alto, ma dal basso. Così, simbolicamente, il peccatore è posto in alto, mentre il Santo di Dio, si è abbassato sotto la sua condizione umana, da dove agisce (cf. Fil 2,6-8). L’amore è umile; così, colui che si è fatto il più piccolo di tutti, alza gli occhi verso Zaccheo che pur essendo piccolo sta più in alto di lui, come anche tutti i discepoli (cf. 6,20). Gesù si è abbassato più di tutti per poter servire tutti (9,49; 22,27). L’amore fa considerare l’altro superiore a se stesso

v. 9 Oggi la salvezza…: È la salvezza in persona che è entrata da Zaccheo, Gesù il Salvatore. La salvezza per Zaccheo certamente, ma di conseguenza per i poveri e per quelli che erano stati spogliati. Zaccheo cercava di vedere Gesù, tutta l’azione di Gesù consiste nell’aprirgli gli occhi sugli altri; rinviato a se stesso, egli è in realtà rinviato ai suoi fratelli, quelli che, come lui, hanno bisogno di essere salvati. Queste parole richiamano l’annuncio della nascita (2,11) e il senso di quanto Gesù dirà al ladrone in Croce (23,43). Queste parole sono cantate nella liturgia bizantina alla fine della grande dossologia ogni Domenica, ossia del «Gloria a Dio nei cieli altissimi».: “Oggi e venuta al mondo la salvezza. Inneggiamo acolui che e risorto dalla tomba ed all’autore della nostra vita; distruggendo infatti con la morte la morte,ha dato a noi la sua vittoria e la sua grande misericordia”.

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